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L'antica cittą di Bisenzio e le sue Necropoli

Il promontorio di Bisenzo si trova a circa quattro chilometri ad ovest di Capodimonte , proprio di fronte all’isola Bisentina alla quale dà il nome. Dapprima abitato della civiltà Villanoviana diede origine  poi alla gloriosa città etrusca di Vesentum; lo stesso Plinio il vecchio la cita tra le città più importanti dell’Etruria Meridionale . Conobbe il suo massimo splendore nel periodo tra il V ed il VI secolo a.c. grazie all’altissimo livello raggiunto nella lavorazione del bronzo , i bronzetti di Visentum erano noti in tutto il bacino del Mediterraneo ed utilizzati come immagini votive. Fu in questo periodo che la città diventò anche centro di fiorente commercio con la Toscana marittima e metallifera  (Venturina, Massa Marittima , Populonia) per i minerali ferrosi provenienti dall’isola d’Elba , indispensabili per la fabbricazione delle armi. Possiamo oggi solo immaginare l’andirivieni di piroghe unite a mò di chiatta che dal porto di Bisenzo , sito in prossimità di Punta S. Bernardino ,facevano la spola con  l’area sottostante l’attuale abitato di S. Lorenzo Nuovo, da cui partivano i collegamenti via terra con il comprensorio Toscano. Dopo l’arrivo dei Romani il centro etrusco , già indebolito da sanguinose guerre intestine (298-280 a.c.) , lentamente perse importanza dando origine al municipio romano di Visentium che rimarrà attivo, anche se come luogo ormai secondario nel panorama storico-economico del tempo , fino alla caduta dell’Impero. A partire dai  secoli bui dell’alto medioevo, Bisenzo ed il suo comprensorio diventeranno preda di invasioni e scorribande longobarde e saracene con grandi distruzion,i che daranno origine ad un lungo periodo di forte decadenza. Nel quattordicesimo secolo conobbe un periodo più felice diventando uno dei centri di quella che al tempo era conosciuta come la “Val di lago” , area strategica lungamente contesa tra i comuni di Orvieto e il patrimonio di S. Pietro in Tuscia cui fu definitivamente assoggettata nel 1269. Nei secoli successivi sempre più marginali vicende interesseranno la città che pian piano sparì dalle carte e dalla storia locale per trasformarsi e trasferirsi in quello che è oggi il promontorio di Capodimonte. Fin qui la storia : oggi il monte di Bisenzo si presenta come un luogo selvaggio dove la natura ha ripreso i suoi spazi ,con una fitta e rigogliosa lecceta che domina il lago di Bolsena , le Isole Bisentina e Martana , il promontorio di Capodimonte  ed una splendida campagna ricoperta di oliveti alternati a pascoli .Nelle immediate vicinanze inoltre un lungo tratto di litorale estremamente suggestivo , da molti conosciuto come “il lago dei contadini” , che per oltre 1 Km si estende verso ovest in direzione di Gradoli . Di lì è facile arrivare a S. Magno , luogo attraverso il quale raggiungere “Il sentiero dei Briganti” , accesso privilegiato all’Alta Tuscia ed ai suoi tesori naturalistici (le Riserve Naturali del Lamone e di Monte Rufeno) , storico-archeologici (la necropoli di Pianezze , Vulci , Castro ed i romitori) e gastronomici (olii extra vergini di grande qualità , legumi , formaggi ovini e vini come l’Aleatico di Gradoli e L’Est Est Est di Montefiascone). Il fiorente periodo etrusco di  Bisenzo è ancora oggi testimoniato dalle numerose necropoli che inizialmente furono costruite in prossimità dell’abitato per poi estendersi a tutto il territorio circostante. Questi  antichi luoghi di sepoltura hanno, nel tempo, restituito tesori di grande valore storico-archeologico. Da segnalare, i reperti provenienti dalle necropoli delle Bucacce e di Olmo Bello: da quest’ultima, in particolare, un carrello per incensiere in bronzo, databile all’inizio del VII sec. a.C., decorato con figure plastiche rappresentanti guerrieri, animali, un’aratura e scene di caccia, oggi conservato al museo di Villa Giulia a Roma. Una curiosità: dagli scavi di Bisenzo è emersa anche una protesi dentaria d’oro. Da segnalare, anche la presenza nella zona di una catacomba cristiana del IV-V secolo, testimonianza dell’alta frequentazione umana, nelle varie epoche.

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